In Italia a rischio il 28% della popolazione
APPUNTAMENTO PRIMAVERILE
PER CHI SOFFRE DI ALLERGIE
E' arrivata
la primavera, ma non è sempre una buona notizia. Infatti, per chi
soffre di rinite allergica, questa stagione coincide con un periodo
difficile da superare, a causa dell’aumento nell'aria della
concentrazione dei pollini di alcune piante e per il riacutizzarsi
dei sintomi (starnuti, occhi rossi e lacrimazione abbondante, prurito
al naso e in gola, difficoltà respiratorie) che accompagnano la
patologia.Quest'anno,
per rendere più sopportabili questi malesseri si è pensato di
presentare, sul sito internet “Scatti di rinite: le smorfie che non
fanno ridere”, alcune immagini scattate dal fotografo Giorgio
Galimberti. Un progetto promosso dall'Associazione allergologi
immunologi italiani e dall'Associazione pazienti “Respiriamo
insieme”, con il sostegno volontario di FIRMA, azienda del Gruppo
Menarini.
“Da una
recente indagine con i medici di medicina generale emergono molti
ritardi diagnostici. Pertanto, sarà prioritaria rafforzare
l'informazione per garantire il riconoscimento precoce della
patologia e una più stretta sinergia tra medico di base e
specialista” : fa presente Francesco Murzilli, presidente
dell'Associazione allergologi immunologi italiani.
In Italia la
rinite allergica interessa il 28% della popolazione.
In
particolare, negli ultimi 5 anni, è aumentata del 15 % tra i
bambini (0-14 anni) e del 10% tra i giovani (18-30 anni).
L’incremento di inquinanti atmosferici è stato associato ai
cambiamenti climatici che prolungano la stagione pollinica.
Lo scorso
anno gli esperti hanno registrato la presenza di pollini con un
anticipo di circa 45 giorni rispetto ai tempi normali di fioritura.
Di conseguenza, chi soffre di rinite o congiuntivite allergica deve
fare i conti con sintomi fastidiosi che si protraggono per mesi,
anche oltre l’estate.
Alcune
piante, come l’ambrosia, sono particolarmente responsabili perché
producono grandi quantità di pollini allergenici.
Sappiamo
ormai per certo che l'aumento delle allergie respiratorie è
strettamente legato ai cambiamenti ambientali.
Diversi
studi scientifici dimostrano che il cambiamento climatico e
l’inquinamento atmosferico stanno giocando un ruolo sempre più
rilevante nell’allargare la platea dei soggetti colpiti dai sintomi
delle allergie respiratorie. Le temperature più alte e l’aumento
della concentrazione di CO₂ stanno infatti alterando i cicli
naturali delle piante, favorendo la produzione di pollini in quantità
maggiori e anticipando l’inizio della loro diffusione.
Inoltre, le
polveri sottili e gli agenti inquinanti presenti nelle aree urbane si
combinano con i pollini, aumentando il rischio di reazioni allergiche
anche in persone che non avevano mai sofferto di questi disturbi. Si
spiega così perché l’incidenza delle allergie respiratorie è
maggiore nelle città rispetto alle aree rurali, dove l’aria è
generalmente più pulita.
Le allergie
respiratorie possono avere un impatto significativo sulla qualità
della vita, poiché interferiscono con le attività quotidiane di
studio e di lavoro. Le allergie non trattate possono peggiorare nel
tempo, aumentando il rischio di sviluppare patologie croniche come
l’asma.
Per
affrontare al meglio la stagione allergica e ridurre l’impatto dei
sintomi sulla vita quotidiana, l'Associazione nazionale farmaci di
automedicazione (Assosalute, parte di Federchimica) ci raccomanda
alcune semplici strategie:
- Fare attenzione alle notizie meteorologiche e consultare i bollettini pollinici, ci sono siti dedicati che forniscono aggiornamenti in tempo reale sulla concentrazione di pollini nelle diverse regioni.
- Poiché i pollini tendono ad accumularsi sui vestiti, nei capelli e sulla pelle, si consiglia dopo essere stati all'aperto di fare una doccia, cambiare abiti e scarpe, lavare spesso le lenzuola, usare cuscini e materassi antiacari.
- La casa può essere un rifugio sicuro durante la stagione allergica se si arieggiano spesso i locali, riducendo così l'accumulo di umidità e limitando la presenza di inquinanti indoor (fumo di sigaretta).
- Come prima diagnosi è sempre opportuno un consulto con il medico di medicina generale o con il pediatra; se il quadro clinico è riferibile a un’allergia respiratoria, verrà consigliato un allergologo per individuarne la vera causa e definire la terapia più adatta.
- Seguire correttamente le terapie indicate dal medico o dal farmacista; quando si sa di essere allergici, si impara a riconoscere per tempo i segnali della rinite e a gestirli.
I farmaci di
automedicazione, contraddistinti dal bollino rosso che sorride sulla
confezione, vanno presi non appena compaiono i primi sintomi. Sono
medicinali disponibili in diverse formulazioni (compresse, spray
nasali, colliri) per adattarsi alle esigenze di ciascun paziente,
particolarmente efficaci se utilizzati in combinazione con gli
antistaminici.
Per un
utilizzo corretto e responsabile, è bene seguire le indicazioni
riportate nei foglietti illustrativi e in caso di dubbi consultare
il proprio farmacista.
Giancarlo
Sansoni