Quali precauzioni prima di esporsi ai raggi solari
LA PELLE AL SOLE INVECCHIA PRIMA
Ogni anno, d’estate, i dermatologi si sentono rivolgere le stesse domande: E' vero che troppo sole fa male? Ho letto che la cute invecchia prima se esposta ai raggi solari? Cosa mi consiglia per proteggere la pelle durante le vacanze al mare o in montagna?Anche i mezzi di comunicazione trattano questi argomenti e indubbiamente contribuiscono ad informare il pubblico, ma talvolta generano delle eccessive e immotivate apprensioni. Di conseguenza, la gente rimane incerta tra il desiderio di una bella abbronzatura e la paura per i danni che il sole può arrecare alla pelle.
Valendoci di conoscenze scientifiche ormai provate, cercheremo di dare delle informazioni utili sul rapporto sole/cute.
L'astro Sole è fonte di vita per tutti. Delle sue radiazioni solo una parte giunge sulla superficie terrestre, poiché l'atmosfera che avvolge il nostro pianeta blocca molti di quei raggi che sono lesivi per gli organismi viventi. Un gas dell'atmosfera è l'ozono, da qualche tempo al centro delle cronache. E' opportuno precisare che i ‘buchi’ nello strato dell'ozono sono stati finora osservati solo in corrispondenza delle regioni polari. I dati di misurazioni effettuate dal gruppo di ricercatori che opera presso la Clinica di dermatologia dell'Università "Federico II" di Napoli, dimostrano che la quantità di ultravioletto a cui siamo sottoposti è cambiata di poco negli ultimi anni.
Le radiazioni solari sono composte in gran parte da luce visibile (quella che l'occhio umano è in grado di vedere) e da infrarosso (calore), mentre solo una frazione è rappresentata dai raggi ultravioletti (UV). Questi sono i più attivi nel determinare effetti biologici quando interagiscono con la pelle.
Ma vediamo a quali danni va incontro chi esagera con il sole, soprattutto nel mese di agosto.
Eritema solare. E' il tipico arrossamento della pelle per una prolungata esposizione a questi raggi. Si manifesta dopo qualche ora con bruciori e con edema (gonfiore) delle parti più esposte. Si possono formare anche delle vescicole o bolle, seguite da erosioni cutanee. I soggetti di carnagione chiara, con capelli biondi o rossicci, con efelidi in faccia, sono sicuramente più predisposti a inconvenienti del genere.
Bastano poche attenzioni per evitare un eritema solare:
- esporsi al sole in tempi graduali, giorno dopo giorno;
- ricordarsi che anche in acqua o sotto l'ombrellone si riceve comunque una certa quantità di ultravioletto;
- i soggetti di carnagione chiara devono utilizzare delle creme protettive;
- evitare l'uso concomitante di cosmetici e profumi;
- tenere presente che alcuni farmaci, sia applicati localmente che assunti per via generale, possono agire da fotosensibilizzanti, cioè potenziare l'effetto dei raggi solari (in questi casi, bisogna chiedere consiglio a un dermatologo);
- ricordarsi che le ore in cui è più facile scottarsi sono quelle comprese tra le 11 del mattino e le 3 del pomeriggio;
queste regole valgono soprattutto per i bambini.
I rimedi in caso di eritema solare dipendono dal grado di ustione della pelle. A volte è sufficiente sospendere l'esposizione al sole per qualche giorno, altre volte bisogna intervenire con delle creme a base di cortisone. Non conviene applicare localmente dei prodotti contenenti antistaminici. Se si manifestano sintomi di malessere generale (brividi, febbre, mal di testa), si deve chiamare il medico.
Fotoinvecchiamento della pelle. Non dobbiamo confondere questo fenomeno con il normale invecchiamento cutaneo, dovuto al passare degli anni e caratterizzato da una pelle atrofica (sottile), pallida, priva di consistenza e solcata da rughe.
Il fotoinvecchiamento si presenta con un ispessimento cutaneo, particolarmente marcato sulla nuca, sulla fronte, in corrispondenza degli zigomi e degli occhi. Le aree più colpite presentano macchie chiare o macchie scure.
Il fotoinvecchiamento (photoaging) non è certo la conseguenza di pochi minuti trascorsi al sole, bensì il risultato di una esposizione prolungata alla luce in genere. E' tipico, infatti, dei contadini e dei marinai.
Le creme solari. La nostra pelle possiede già dei meccanismi naturali che la difendono da alcuni danni provocati dai raggi del sole, quali l'ispessimento dell'epidermide e la pigmentazione. Tuttavia occorrono alcuni giorni prima che queste difese diventino operanti. Nel frattempo si consiglia l'impiego di creme solari con fattore di protezione (FP) da 6 a 10, soprattutto nella prima settimana di esposizione. Per i soggetti a rischio, convengono creme con fattore di protezione da 10 a 15 nei primi 4-5 giorni, per passare a prodotti con FP intorno a 4-8 per tutta la durata delle vacanze, proteggendo ogni volta le zone più esposte (naso, zigomi, spalle, parti alte del torace).
I filtri solari devono essere applicati con un buon massaggio prima di esporsi al sole e ripetuti con una certa frequenza poiché la sudorazione, i bagni in mare o in piscina, le docce, il contatto con la sdraio rimuovono gran parte della crema protettiva.
I cosiddetti schermi totali sono indispensabili per chi è affetto da malattie provocate dalla luce solare. La loro funzione, infatti, è quella d'impedire che gli ultravioletti (ma anche i raggi della luce bianca) giungano sulla pelle.
Giancarlo Sansoni