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VERSO UNA SISTEMA SANITARIO
SEMPRE PIU' (INTER) CONNESSO

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE 2.0) è senz'altro uno dei pilastri della trasformazione digitale nella sanità italiana, trasformazione che con un investimento complessivo di 1,37 miliardi di euro e una governance condivisa con le Regioni punta a costruire una Sanità accessibile a tutti.
E' il messaggio emerso in occasione dell’evento “L’innovazione nel sistema sanitario nazionale: Ecosistema Dati Sanitari – presente e futuro”, promosso dal Ministero della Salute in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presentato l'ottobre scorso nelle Corsie Sistine del Complesso monumentale Santo Spirito a Roma.
«Il nostro obiettivo è chiaro: creare un sistema sanitario efficiente, garantendo ai cittadini sia un accesso unico e semplice ai propri dati, ma anche strumenti utili per la cura e la prevenzione": ha detto Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica.
Grazie al Piano “Sanità connessa”, molti punti digitali sono  in fase di potenziamento: 8.700 strutture sanitarie beneficiano di impianti fino a 10 Gbps e di queste 6.950 risultano già connesse.
Sono stati inoltre definiti standard nazionali per referti di laboratorio, diagnosi specialistiche, certificati vaccinali, verbali di pronto soccorso e cartelle cliniche di dimissione dagli ospedali.
Infine è stato progettato un Ecosistema di Dati Sanitari (EDS), standardizzato a livello nazionale, ma che consente a ogni Regione di conservare i dati dei propri assistiti.
Il 97,42% dei medici di medicina generale e dei pediatri, l'87% dei medici specialisti, ha effettuato almeno un’operazione sul sistema FSE 2.0 nel secondo trimestre del 2025.
Nello stesso periodo, il 43% dei cittadini ha dato consenso alla consultazione del proprio fascicolo e il 25 % lo ha utilizzato di persona.
«Il FSE 2.0 è uno strumento essenziale per la programmazione sanitaria nel nostro Paese - ha concluso Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento dei dispositivi medici, dei farmaci e delle politiche sanitarie - perché consente di mettere in rete dati nazionali che finora erano frammentari, solo a livello locale, con i vantaggio di individuare per tempo le criticità e intervenire nel modo più razionale».
Tutto ciò è reso possibile anche per una sempre maggiore fiducia dei cittadini nell'impiego degli strumenti digitali in sanità.
P.S.

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