Come mantenere in salute le ossa
UN MIX DI CALCIO E VITAMINA D
ALLONTANANO L'OSTEOPOROSI

Un adeguato apporto di calcio e di vitamina D con la dieta, corretti stili di vita e, se necessario, una integrazione controllata sono condizioni fondamentali per supportare il benessere delle nostre ossa, soprattutto in una popolazione che va incontro ad un progressivo invecchiamento.
Nonostante la loro importanza, un mix di questi nutrienti risulta spesso insufficiente, con un deficit che porta inevitabilmente alla fragilità ossea e all’insorgenza di osteoporosi, patologia di cui soffrono in Italia oltre 5 milioni di persone.
“In molti soggetti l'osteoporosi è asintomatica, manifestandosi solo quando si verifica una frattura ossea, motivo per cui è essenziale la prevenzione - avverte Orazio Falla, endocrinologo responsabile dell’ambulatorio ASL 5 di Roma - Per i pazienti osteoporotici il calcio interviene anche in altre funzioni fondamentali (la contrazione muscolare, la coagulazione del sangue, la trasmissione nervosa) e poiché non viene prodotto dall’organismo, deve essere assunto attraverso la dieta, se necessario con una integrazione farmacologica”.
Il fabbisogno giornaliero di calcio varia da 800 a 1200 mg, in base all’età, al sesso e alle condizioni di vita. Aumenta, ad esempio, nel periodo dello sviluppo degli adolescenti, nelle donne in gravidanza e in allattamento.
La vitamina D svolge un ruolo sinergico, altrettanto determinante, favorendo l’assorbimento intestinale del calcio. Inoltre è coinvolta per un normale funzionamento del sistema immunitario.
Per la sua sintesi, da parte della pelle del nostro organismo, è fondamentale una esposizione ai raggi ultravioletti (UVB) della luce solare. Una volta prodotta, la vitamina D consente l'assorbimento nell'intestino del calcio. Bastano 10-15 minuti al giorno di esposizione al sole (viso, mani, braccia) per attivare questo processo.
Le donne in post-menopausa sono una delle categorie più vulnerabili ad una carenza di calcio, ma anche gli uomini in età avanzata ne sono esposti, a causa della riduzione degli ormoni sessuali in andropausa.
Particolare attenzione va riservata ai pazienti con disturbi alimentari (celiachia, malattie infiammatorie croniche dell'intestino come il morbo di Crohn).
Cesare Liberali, medico di medicina generale sll'ASST di Milano Ovest, fa presente: “Sul fronte dell’aderenza terapeutica e praticità di assunzione, soprattutto per chi deve seguire più terapie, il calcio citrato offre dei vantaggi concreti: può essere preso anche lontano dai pasti ed è ben tollerato”.
In quest’ottica è oggi disponibile un nuovo integratore alimentare (Calcio citrato IBSA), altamente biodisponibile e meglio assorbito a livello gastrointestinale rispetto al calcio carbonato. Il nuovo integratore si affianca alle formulazioni di colecalciferolo (vitamina D) già presente in farmacia, nell’area della Bone Health, con soluzioni all’avanguardia per il benessere delle ossa.
Giancarlo Sansoni