Al Rietberg di Zurigo
UNA MOSTRA SUL COLONIALISMO

Una mostra che racconta il colonialismo, apparentemente archiviato negli anni Settanta del secolo scorso, fra memoria storica e consapevolezza contemporanea.
“Quasi un paradiso. Fotografia dell’era coloniale nell’arte contemporanea”, a cura di Nanina Guyer, è stata inaugurata il 16 aprile scorso, e sarà visibile fino al 9 settembre, al Rietberg di Zurigo, aperto nel 1952 nella storica Villa Wesendonck e ampliato nel 1976, grazie al 'salvataggio' di Villa Schönberg che rischiava di essere demolita.
Immerso nel parco di cui porta il nome, il Museo ospita una straordinaria collezione di arte proveniente da tutto il mondo. Ricordiamo che l’intera tenuta sulla sponda occidentale del lago fu acquistata, nel 1871, da un influente industriale tessile di Winterthur, Adolf Rieter.
Frequentato da centinaia di migliaia di visitatori l’anno, il Rietberg Museum è la cornice perfetta per la mostra di cui stiamo parlando.
L’esposizione accoglie opere di artisti internazionali, in particolare provenienti da Africa, Americhe, Asia, Australia e Oceania, chiamati a confrontarsi con la loro eredità visiva del rispettivo periodo coloniale e con storie riportate nelle fotografie storiche, sopravvissute al tempo.
Ciò che le accomuna è un atteggiamento di speranza che trascende i contesti storici specifici e che riesce a toccare ciascuno di noi.
Citiamo, uno ad uno, gli artisti partecipanti: Sammy Baloji , Raphaël Barontini, Mary Enoch, Elizabeth Baxter, Daniel Boyd, Andrea Chung, Omar Victor Diop, Sasha Huber, Yuki Kihara, Cédric Kouamé, Dinh Q., L Dimakatso Mathopa, Tuli Mekondjo, Tshepiso Moropa, Aline Motta, Frida Orupabo, Rosana Paulino, David Shongo, Lee Shulman.
Il titolo dato alla rassegna riprende una citazione della scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie - vincitrice del Commonwealth Writers’Prize con l’opera prima “L’ibisco viola” e del Premio Internazionale Nonino “Metà del sole giallo” - che rammenta come le storie corali ci permettano di ritrovare una sorta di 'paradiso'.
In alcune sale del Museo è custodita una vasta collezione di fotografie scattate in Africa e in Asia tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, incluse quelle cui gli artisti hanno attinto per le loro opere.
Infine, un filmato raccoglie le domande sollevate e le interpretazioni offerte da questa collezione, i momenti chiave di un workshop tenutosi presso il Museo alla fine di marzo 2025, durante il quale artisti, ricercatori e curatori hanno studiato e lavorato insieme sulla collezione fotografica del museo.
Paola Stefanucci